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Cròniques de guerra. L’Ilíada, pel nostre enviat especial al front troià. Piero Magi

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L’ILIADE dal nostro inviato al fronte troiano

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Entre les nombroses formes de rellegir un poema com l’Ilíada, la que du a terme Piero Magi és certament una de les més originals. L’operació de l’autor és simple i, al mateix temps, singular: es fa enviar, per part d’un inexistent director d’un diari imaginari, com a “enviat especial”, al front greco-troià i, des d’allí, tramet les seves cròniques de guerra.

Durant mesos i mesos, el periodista ha viscut dins de l’assetjada ciutat de Troia, a voltes ha passat les línies fins al camp grec, o ha visitat les varies zones d’operacions a l’Hel·lespont i al llarg de les ribes de l’Escamandre.

És l’únic testimoni visual dels fets narrats en el poema homèric i, sobretot, l’únic contemporani nostre que hagi tingut l’ocasió i la fortuna de conèixer i d’apropar-se a personalitats com Agamèmnon, Aquil·les, Hèctor, Príam, Helena i Paris, amb els que ha pogut entretenir-se a entrevistar-los amb distanciament de cronista durant els llargs mesos de l’assetjament i de la guerra.

En resulta un “pasticcio” divertit en el qual allò antic i allò modern es confonen i s’integren, amb resultats sovint divertits, en un llarg discurs irònic que és el fil conductor de totes aquestes cròniques escrites, en definitiva, per demostrar que la guerra ha estat sempre, tan aleshores com ara, un suprem, inaudit disbarat.

(de la presentació editorial)

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L’esercito mirmìdone scatena l’offensiva

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È caduto combattendo il giovane Patroclo

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Fiaccate dallo sforzo le truppe hanno ceduto in più punti  –  Il general Achille ha affidato il comando al suo braccio destro, rifiutandosi di scendere in campo  –  Breve gloria del vice-comandante  –  L’impeto di un esercito fresco e bene armato mette in gravi difficoltà i troiai  –  «Nessuno pensi di piegarci prima di avere duramente combattuto»


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TROIA — Tutto è chiaro. La realtà è cambiata, anzi diciamo che si è capovolta.

L’esercito mirmìdone è sceso in campo. Due giorni ancora e la vittoria troiana sarebbe stata definitiva. Aggredite sui fianchi dall’impeto delle divisioni mirmìdoni, le truppe troiane, provate dal colossale sforzo dell’attacco e sfibrate dalla guerriglia sotto le navi, hanno ripiegato in più punti. La richiesta urgente di armi e medicinali fatta nei giorni scorsi dai comandi operativi assume ora tutta la sua drammatica dimensione.

Nei primi scontri è caduto il vicecomandante dell’esercito mirmìdone, il maggiore Patroclo. È stato il generale Ettore a ucciderlo, anzi a finirlo con un colpo di spada: lo aveva ferito gravemente un capitano troiano, un certo Euforbo, sconosciuto fino a ieri alle chronache della guerra.

Scrivo senza possibilità alcuna di verificare le notizie. Non c’è tempo né modo. Siamo constretti a registrare voci e notizie così come pervengono in città, insieme alla nuova ondata di feriti. La gloria è stata breve anche se un comunicato del comando supremo approdato su tavoli della sala stampa (dove siamo, fra parentesi, più prigionieri che ospiti) parla di «momentanee difficoltà militari» che non avrebbero, stando al parere dello Stato Maggiore, «alcuna pratica influenza sull’andamento della guerra».

La realtà dev’essere ben diversa. Entrati in battaglia con tutta la loro forza d’urto, fresca e intatta, i reparti mirmìdoni hanno inferto gravi perdite alla compagine troiana. I «Tumuli» número 6 e número 21 sono stati perduti e ripresi dopo sanguinosissimi scontri. Ora sono saldamente in mano egea.

Altri durissimi combattimenti sono in corso nella zona dov’è caduto il maggiore Patroclo, il cui cadavere, non si capisce perché, viene aspramente conteso, quasi si trattase di una reliquia. Stando alle notizie fin qui pervenute si sa che fu  proprio il maggiore Patroclo a convincere il proprio comandante a entrare in battaglia. Il generale Achille, sulle prime, rifiutò ogni intervento ma alla fine si lasciò persuadere e affidò al maggiore il comando di alcune unità con l’ordine di schierarsi nei punti dove più drammatica si manifestava la flessione egea.

Non sembra che il generale mirmìdone abbia intenzione di ritornare sulla sua decisione: lo prova anche l’ordine impartito al suo braccio destro: intervenire a titolo personale in aiuto dei greci.

Ma ora, davanti a questa morte improvvisa, di fronte al cadavere dell’amico e commilitone, il generale potrebbe tornare sui suoi passi e trovare una diversa soluzione alla vertenza con il comando supremo dal quale, bene o male, dipende.

In serata Priamo ha diramato un apello alle truppe in cui si fa richiamo ai sentimenti di amor patrio e di valore individuale di ogni troiano e si incitano soldati e ufficiali alla battaglia per contenere la controffensiva greca scatenata dall’intervento mirmìdone. L’appello termina con queste parole: «Nessuno pensi di piegarci senza prima avere duramente combattuto».

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ULTIM’ORA

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Il generalle Achille ha deciso di tornare a combattere. Il diverbio sorto fra lui e il Maresciallo Agamennone è stato appianato dopo una difficile esplorazione diplomatica. Ciò che ha spinto il comandante mirmìdone a riprendere il proprio posto fra gli eserciti egei non è stata comunque la composizione amichevole della vertenza personale, quando la morte del maggiore Patroclo, suo amico e protetto.

Appena venuto a conoscenza che il maggiore era caduto in battaglia il generale ha immediatamente convocato il proprio Stato Maggiore comunicando la sua intenzione di intervenire nel combattimento.

La riunione, effettuata nella tenda dello stesso generale, ha coinciso con un’altra consultazione: quella di Agamennone con i suoi consiglieri militari e politici i quali hanno suggerito al comandante di sfruttare l’occasione per rinnovare al generale mirmìdone le offerte di pace già un’altra volta rifiutate.

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Índex

Piero Magi (Arezzo. 1922 - Firenze, 2003)

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Confermate le voci della defezione mirmìdone
Squallida storia di donne fra Agamennone e Achille

Nostra intervista esclusiva con il Generale Achille
«Non mi piacciono i metodi autoritari»

Segni di debolezza e spettacoli miserando a Troia
Capelloni, gay e pacifist affollano le strade troiane

Imprevedibile e drammatico sbocco della crisi greca
In rivolta l’esercito alleato: prese d’assalto le navi

Il grande comizio di Ulisse a soldati e lavoratori
«Vi diamo salari di fame e disciplina disumana»

Parla Tersite, l’ufficiale “più pettegolo” dell’Armata
«Un esercito di ruffiani comandato da un disonesto»

Precipita la situazione militare in Asia Minore
Schierati gli eserciti. Troia è pronta a battersi

Agli eserciti schierati non arriva l’ordine di attaccare
Siamo alla guerra dei nervi

Incomprensibile e increscioso episodio
Plateali offese di Paride al suo rivale Menelao

Può essere ancora evitato lo scontro frontale?
Troia propone un negoziato: riserve greche per la tregua

È stato raggiunto un accordo di massima
Greci e Troiani a colloquio soto la tenda al «Km. 101»

A colloquio con la principessa Elena
«Tornerò con mio marito se Paride perderà il duello»

Epilogo polemico del violento duello Paride-Menelao
«Non mi dichiaro battuto» grida il generale troiano

Minaccioso comunicato del comando supremo egeo
«Restituite la Principessa domani a mezzogiorno»

Notizia shock nel campo greco: emozione e paura
Vittima di un attentato el generale greco Menelao

La situazione è precipitata alle 5 del mattino
Sfondato il fronte troiano da due reggimenti greci

Spiraglio di soluzione nella zona di operazioni
Riorganizzati i troiani dopo l’attacco a sorpresa

La guerra ha le curiosità: i “carissimi nemici”
Glauco e Diomede si scambiano le armi

Lo riferisce un quotidiano di opposizione
Paride e la Principessa sarebbero al ferri corti

L’armata troiana avanza senza trovare resistenza
Il Segretario di Stato atride cerca un accordo di tregua

Singolare e discutibile documento
Ecco in sette articoli il negoziato di pace

Per consentire le onoranze ai caduti
Ordinato il «cessate il tiro» ma il negoziato è fallito

Si è rimesso di nuovo in marcia l’esercito troiano
Attaccata la «Linea Sotica» dalla XIV brigata Simoenta

È stato riferito da un ufficiale del S.I.T.
Netto rifiuto di Achille alle proposte egee

Imboscate e terrorismo psicologico egeo
«Commando» in azzione; massacrato plotone troiano

Immediata reazione all’eccidio degli «arditi»
Aperta dai troiani la «breccia di Porta Poa»

Esercito greco sulla costa: ormai è la catastrofe?
La flota è in fiamme

Mentre l’armata si batte vittoriosamente
Criticata dai politici la strategia dei Comandi

L’esercito mirmìdone scatena l’offensiva
È caduto combattendo il giovane Patroclo

Si sono invertiti i ruoli nella zona del fronte
I troiani ripiegano ovunque. Qualche reparto è in fuga

Mentre i reparti greci attraversano lo Scamandro
Il Re fugge dalla capitale? Lo attende una nave da guerra

Mentre infuria la grande battaglia
Ettore è caduto sul campo

Dodici giorni di tregua per la morte di Ettore
Troia: difenderemo la città fino all’ultimo combattente

Incomprensibile proposta di Agamennone
Un cavallo di legno per essere «città aperta»

La misteriosa la proposta è passata a maggioranzo
«Io non mi fido dei greci nemmeno se portano doni»

Laocoonte aveva ragone: il cavallo era un inganno
Un comando di «parà» mette Troia a ferro e fuoco

Tra macerie fumanti è finita un’epoca
Ucciso il Sovrano ai piedi del trono

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Piero Magi

L’ILIADE dal nostro inviato al fronte troiano

Casa Editrice Bonechi. Firenze, 1998

ISBN: 9788880291138.

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